Maria Costa

Maria Costa

Nata e vissuta nel rione della Case Basse di Paradiso, nelle sue poesie in dialetto messinese custodì e cantò la memoria collettiva della città dello Stretto distrutta dal catastrofico terremoto nel 1908. Persona tanto colta quanto genuina e ultima depositaria della cultura orale messinese, fu celebrata nel cortometraggio del giovane regista messinese Fabio Schifilliti “Come le onde”,  il cui titolo richiama l’amore profondo della poetessa per il suo mare e la sua terra.  I suoi versi sono raccolti in diversi volumi, tra i quali Farfalle serali (1978), Mosaico (1980), ‘A prova ‘ill’ovu (1989) e Cavaddu ‘i coppi (1993). Nel 2006 il suo nome fu iscritto nel registro dei “Tesori Umani Viventi” dall’Unità Operativa XXVIII – Patrimonio Unesco, Registro Eredità Immateriali della Regione Siciliana. È morta a Messina il 7 settembre 2016, all’età di 89 anni.

 

28 Dicembre 1908

Cambiò di spalla
Colapesce,
quel nefando mattino

Sussultò la terra,
in ruina infernale,
flagello,
giudizio universale.

Tu, prostrata,
sventurata,
naufragasti in macerie,
gemiti, smarrimento,
lamento,miasmi,
e fu schianto e fu pianto;
Madonna di dolore.

Pianse il Tamigi,
il Don e l’Eufrate;
oh Messana.

Città di Fata Morgana,
miti e leggende.

L’alba spettrale,
ti fasciò di gramaglie,
dai picchi alla marina,
ma dai mari glaciali,
primiera salpò la schiera,
dai pompon rosso corallo e
solini azzurro intenso.

Voi, russi fratelli,
foste balsamo, malva,
unguento, linimento,
infuso e decotto,
alle ferite dell’anima,
di quel Dicembre
milenovecentotto!

 Maria Costa

Messina, 2006