Costituzione e bellezza, Michele Ainis

Michele Ainis

Michele Ainis (Messina, 6 gennaio 1955) è un giurista e costituzionalista italiano. Si laurea in Giurisprudenza nel 1978 presso l’Università di Messina, sotto la guida del costituzionalista Temistocle Martines. A Messina comincia anche la sua carriera di docente universitario come ricercatore alla facoltà di scienze politiche, per poi trasferirsi all’Università La Sapienza di Roma. Il suo primo volume, L’entrata in vigore delle leggi, datato 1986, apre la strada a un centinaio di saggi scientifici di diritto costituzionale, a vari testi di cui è stato curatore, a un codice e a molti libri, alcuni divulgativi, su temi politici e costituzionali.

Fra questi L’Assedio, pubblicato nel 2011, un pamphlet in difesa della Costituzione della Repubblica Italiana che fa risalire la genesi dell’illegalità in Italia al rapporto che la politica ha con la Carta costituzionale. Nel 2012 esce il suo primo romanzo: Doppio riflesso. Nel 2015 il suo libro La piccola eguaglianza (Einaudi) è stato finalista al Premio estense e ha ricevuto una menzione speciale al Premio Montecitorio. Nel 2016 esce il suo libro La Costituzione e la bellezza, scritto con Vittorio Sgarbi.

 

Costituzione e bellezza

Se l’Italia è una Repubblica fondata sulla bellezza, come è stato recentemente proposto in Parlamento, non c’è dubbio che l’abitudine al bello – e a un patrimonio artistico e culturale che non ha eguali nel mondo – sia il vero elemento unificante degli italiani, e come tale si rifletta nel testo della Costituzione promulgata nel 1948. Sedici capitoli in cui Michele Ainis disegna un inedito commento letterario della nostra Costituzione e Vittorio Sgarbi lo affianca scegliendo un’opera per ciascuno dei dodici princìpi fondamentali e dei quattro titoli che compongono la prima parte della Carta. Un incontro che rivela la bellezza di un documento a cui contribuirono filosofi, linguisti e intellettuali come Croce, Marchesi, Calamandrei, capaci di esprimere nel rigore della forma un’altissima sensibilità letteraria. Questo “paesaggio umano e naturale”, che affiora tra gli articoli e i commi della Costituzione, esprime nella forma più riuscita la corrispondenza tra il diritto e i cittadini: noi stessi, posti davanti allo specchio della legge, potremmo riconoscervi molto della nostra eredità, e scoprirci più ricchi di quanto immaginiamo. A questa bellezza del testo della Carta, testimoniata dalla sua longevità, questo libro affianca un tesoro di riferimenti, assonanze, simmetrie, tratti dalle diverse arti e ispirati ai princìpi costituzionali: suggerimenti di lettura che illuminano la vitalità e l’attualità del testo della Costituzione, un monumento da preservare come parte del nostro immenso patrimonio culturale. La Costituzione e la bellezza è un dialogo tra arte, diritto e letteratura, che si legge come un’appassionata storia della bellezza d’Italia.